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Crest

Crest

stoneware
15cm high
£145
Danger Unsafe Building

Danger Unsafe Building

stoneware
19cm high
£195
Eyesore

Eyesore

stoneware
10cm high
£75
Fire
Sold

Fire

stoneware
16cm high
Forgotten Histories
Sold

Forgotten Histories

stoneware
14.5cm high
G-CEYM

G-CEYM

stoneware
14cm high
£165
Milk

Milk

stoneware
15cm high
£145
RAF Davidstow
Sold

RAF Davidstow

stoneware
11cm high
Sad

Sad

stoneware
12cm high
£185
The Dairy Factory
Sold

The Dairy Factory

stoneware
12cm high
The Flying Club

The Flying Club

stoneware
13cm high
£155
The Flying Club II

The Flying Club II

stoneware
10cm high
£125
The Textile Mill
Sold

The Textile Mill

stoneware
15cm high
Through Tunnels and Shafts

Through Tunnels and Shafts

stoneware
12cm high
£125
Tonedale Mill 2
Sold

Tonedale Mill 2

stoneware
13cm high
Tonedale Mills
Sold

Tonedale Mills

stoneware
17cm high

Sono un’artista della Cornovaglia che si ispira alla bellezza del degrado. Le superfici rovinate dalle intemperie e gli edifici abbandonati mi affascinano, in particolare la storia stratificata che si rivela attraverso la vernice scrostata e l’intonaco scheggiato. Rispondo a questi ambienti creando vasi di ceramica stratificati e strutturati che combinano il mio amore per la fotografia, la stampa e la pittura astratta in forma tridimensionale.

Il mio lavoro utilizza barbottine, sottosmalti, smalti strutturati e trasferimenti fotolitografici che fanno riferimento a muri abbandonati, segnati da graffiti, macchie e dal tocco umano. Sono particolarmente attratta dai resti di nomi incisi, iniziali e frasi umoristiche incise sull’intonaco o spruzzate sui muri. Questi segni informali sono come atti di conservazione silenziosi. Anche se spesso vengono trascurati, documentano e registrano momenti di presenza. Riconoscono che le persone sono state presenti e che gli edifici sono stati utilizzati, trasformando gli spazi trascurati in archivi involontari.

Distorcendo e decostruendo i miei recipienti, esploro il rapporto tra forma e imperfezione, rispecchiando le condizioni delle strutture e degli oggetti che osservo, come le finestre sbarrate e le bombolette spray abbandonate e schiacciate che hanno perso la loro forma originale. La fotolitografia svolge un ruolo fondamentale nel mio processo creativo; incorporo le fotografie che scatto a queste strutture invecchiate come un modo per preservare e immortalare i loro fragili stati, catturando momenti fugaci nel tempo e innescando conversazioni sulla loro storia.

Megan Gant è una ceramista della Cornovaglia la cui pratica è radicata nell’esplorazione della bellezza dell’impermanenza: i suoi vasi diventano tele per catturare gli agenti atmosferici del tempo, costruiti attraverso strati multipli di barbottine, sottosmalto, smalto vulcanico, sgraffito, monoprint e trasferimenti fotolitografici della sua fotografia, che riecheggiano le texture di edifici abbandonati e spazi post-industriali. I trasferimenti fotolitografici servono a catturare momenti fugaci nel tempo, immortalando le fragili condizioni degli edifici e preservando la loro natura transitoria. Attraverso questo processo, l’artista invita a riflettere sulla bellezza del degrado, sull’interazione tra il deterioramento intenzionale e quello spontaneo e sulle storie che le fragili superfici racchiudono.

Cornovaglia contemporanea

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