“Una nuova stagione si era insinuata in me, una stagione più morbida di accettazione. Bruciata dal sole, spinta dalle tempeste. Potevo sentire il cielo, la terra, l’acqua e gioire del fatto di essere parte degli elementi senza che una voragine di dolore si aprisse al pensiero della perdita del nostro posto all’interno di tutto questo. Ero parte del tutto. Non avevo bisogno di possedere un pezzo di terra per renderlo tale. Potevo stare nel vento ed ero il vento, la pioggia, il mare; era tutto me stesso, e io non ero nulla al suo interno. Il nucleo di me non era perso. Traslucido, sfuggente, ma presente e sempre più forte a ogni promontorio”.
Raynor Winn, “Il sentiero del sale”.
Tutti coloro che hanno la fortuna di chiamare la Cornovaglia casa e coloro che visitano questa straordinaria parte sud-occidentale del Paese, hanno la loro passeggiata preferita verso il mare.
Quella passeggiata speciale in cui si segue il ruscello attraverso boschi di campanule o si costeggia il biancospino spazzato dal vento. Dove si scavalca la tagliola o si attraversa il ponte di legno, dove il torrente si allarga e scorre su massi. Oltre la pozza di roccia abbastanza grande da poterci nuotare, dove una volta avete visto quel gracchio o quella foca, dove i vostri piedi conoscono la strada; luoghi che sono indelebili nella nostra memoria. Dove abbiamo giocato da bambini, dove abbiamo esplorato, dove abbiamo fatto il bagno al sole, dove abbiamo fatto un picnic, dove abbiamo cercato le mucche, abbiamo condiviso un aperitivo al sole o un pasticcio, il luogo in cui camminano centinaia e migliaia di persone, ma che si ha sempre l’impressione di avere solo per sé.
I legami che ci legano a questo luogo speciale, che ci fanno percorrere gli stessi sentieri ancora e ancora, senza mai stancarci degli stessi panorami e suoni mentre camminiamo sul sentiero costiero. Passeggiate che iniziano sui promontori con il mare in lontananza, fino a quando gli scarponi sono nella sabbia della spiaggia e il mare è tutto ciò che si vede. Questi sono i luoghi con cui Neil Pinkett è cresciuto, che ha amato e che ha dipinto di volta in volta.
In questa nuova raccolta di dipinti, Neil condivide con noi quelle passeggiate e quei luoghi speciali. Dal primo scorcio di mare all’orizzonte, alla scala e alla drammaticità delle scogliere, fino all’infrangersi delle onde davanti a noi; la bravura di Neil sta nel portarci con sé e nell’infondere in tutti noi quei ricordi personali e speciali della Cornovaglia che tanto amiamo.
Quando si osserva Neil dipingere, si possono notare i decenni di pratica in ogni sguardo alla scena che ha davanti, in ogni gesto, in ogni sfumatura del pennello o della spatola mentre cattura i cambiamenti della luce e del tempo; tutto ciò dimostra il suo amore innato per il suo soggetto – il mare – e non credo che esista un altro artista in grado di trasmettere tante emozioni e catturare tanti drammi evocativi nel paesaggio come Neil Pinkett.
Sarah Brittain-Mansbridge, direttrice, Cornwall Contemporary
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